Basta prenotare una vacanza dedicata al trekking per scoprire che le Dolomiti sono molto di più di quello che si vede a colpo d’occhio.

Dietro ai panorami incantevoli, c’è sempre una storia antica, profonda. E’ la storia di un paesaggio in evoluzione, di picchi maestosi, di pascoli alpini e subalpini di grande dolcezza, di graziosi paesi montani. Questa esperienza viene denominata “turismo eco-culturale” proprio perchè molti secoli di storia sembrano svolgersi di fronte al visitatore mentre percorre questi paesaggi suggestivi.

Le Dolomiti: un patrimonio ‘selvaggio’ densamente popolato

 

 

L’Unesco ha inserito le Dolomiti tra i siti Patrimonio dell’Umanità; originariamente, il sito venne proposto per le sue peculiarità culturali (un mix di natura e cultura in continua relazione attraverso il territorio). Questa proposta non venne ritenuta accettabile dalla commissione Unesco per via dell’assenza di un’unica specificità da tutelare: l’intero arco alpino è infatti un mosaico di culture diverse. Alla fine, l’indiscusso valore universale del sito è stato stabilito sulla base della sua importanza naturalistica e geomorfologica e della sua bellezza unica.

Le Dolomiti hanno allora visto finalmente riconosciuto il loro status di “patrimonio naturalistico”, anche se da una semplice occhiata alle carte, risulta evidente che si tratta di un territorio ben lontano dall’essere incontaminato.

 

 

 

Contrariamente ad altri siti, caratterizzati da una bassa presenza umana, le Dolomiti hanno la peculiarità di essere densamente popolate. In realtà, questi paesaggi aspri sono abitati da molti millenni; le popolazioni che vi si sono stabilite hanno però sviluppato un legame profondissimo con il territorio, basato sul rispetto delle peculiarità di quest’ultimo come presupposto per la loro stessa sopravvivenza. Si tratta infatti di ambienti aspri, ostili, poco ospitali e poco adattabili alle esigenze delle genti che qui hanno deciso di stabilirsi. Se un adattamento c’è stato, quindi, è stato inevitabilmente da parte dell’uomo a queste montagne maestose e tutt’altro che malleabili. Si tratta quindi di un’amore per il territorio intriso di rispetto e di reverenza per questi luoghi che in passato hanno costretto l’uomo a vere e proprie peripezie per continuare a godere della vicinanza di queste maestose montagne.