Il 2014 non è stato solo l’anniversario della Prima Guerra Mondiale, ma anche l’anniversario dell’inizio dell’esplorazione “ufficiale” delle Dolomiti.

Il 25 agosto 1864, infatti, una spedizione composta dagli inglesi M. Beachroft,D. W. Freshfield e I.D. Walker, con Francois Devouassoud, guida di Chamonix, e B. Delpero, portatore di Vermiglio, parte proprio da Vermiglio alla conquista di Cima Presanella (3558 m), la vetta più alta delle Dolomiti trentine. La spedizione conquistò in cordata la Presanella, oltre alla Cima Gabbiolo e alla Cima di Vermiglio.

Pochi giorni dopo, il 17 settembre, il boemo Julius von Payer, con la guida Girolamo Botteri, dopo aver conquistato la vetta dell’Adamello (3.554 m), storica cima delle Alpi lombarde, decide di tentare la scalata della Presanella in condizioni meteo tra l’altro ostili, per poi scoprire con rammarico di essere stato preceduto dalla spedizione anglo-italiana.

Nello stesso anno, Francis Ford Tuckett conquista il Grand Zebrù (3857 m), gigante delle Dolomiti Sud-orientali, mentre John Ball, presidente dellAlpine Club di Londra, attraversa per la prima volta la Bocca di Brenta. E’ anche l’anno della conquista della Marmolada  e del Piz Boè da parte di Paul Grohmann.

In omaggio a questo storico anno di conquista delle Dolomiti, cento anni esatti più tardi, nel 1964, verrà istituita la prima scuola ufficialmente riconosciuta di alpinismo, proprio sulle Dolomiti bellunesi, con la formazione dei primi 14 istruttori.

 

 

 

L’interesse sempre crescente per questo sport che è in realtà più uno stile di vita e di pensiero aveva nel frattempo accresciuto moltissimo anche l’attenzione dei media per le esplorazioni alpinistiche, anche grazie alla risonanza avuta dall’incredibile spedizione di Sir Edmund Hillary e dello sherpa Tenzing Norgay i quali il 29 maggio 1953 realizzano un’impresa considerata prima di allora impossibile: conquistare la vetta del Monte Everest, a un’altitudine di 8.848 metri.

La conquista del Tetto del Mondo è un’enorme pubblicità per celebri aziende europee, come la svizzera Rolex, che crea una serie di prodotti specificamente studiati per l’esplorazione alpinistica. Il Rolex Oyster Perpetual, infatti, era in dotazione proprio alla spedizione di Hillary e Norgay. La celebre casa svizzera comincerà da  allora a produrre una serie di orologi destinati ad essere utilizzati in condizioni estreme, come il Rolex Daytona, il preferito da Sir Malcolm Campbell, più volte detentore del record di velocità su acqua e terra.